Storia

Un itinerario storico unico quello della Vallelonga: dalla grotta Continenza di Trasacco, in cui gli uomini primitivi trovavano riparo e vi seppellivano i morti, all’imponente opera del prosciugamento del Fucino, considerato un miracolo di ingegneria idraulica; dall’alone di mistero intorno alla dea Angizia, dal cui bosco (lucus) prende il nome Luco dei Marsi, all’area archeologica italica del IV secolo a.C. venuta alla luce a Collelongo nel corso degli scavi di Amplero.

 

Torre Baronale

La Torre Baronale venne edificata a guardia dell’antico borgo medioevale qual’era Collelongo agli inizi dell’anno 1000, a controllo e difesa del lungo percorso che conduceva alla Valle Roveto.
La struttura della torre si caratterizza per una tecnica costruttiva lineare, basata sull’utilizzo di conci di pietra calcarea squadrati: venne rinforzata nel XIV secolo e utilizzata nel Rinascimento come mastio dell’abitato, con l’adiacente Palazzo baronale.
Completamente in pietra e di pianta quadrata, si presenta come il frutto di varie modifiche, tra le quali la sua ricostruzione dopo il terremoto del 1915.

Oggi è l’accogliente e affascinante sede dell’albergo ristorante Locanda Torre del Parco.torre-baronale-1-collelongo

 

 

Chiesa Madonna a Monte

È una chiesa benedettina: nelle cronache di Montecassino dell’anno 873 è scritto che la chiesa Madonna a Monte in Collelongo è associata a quella di Luco dei Marsi. Per la prima volta si legge il nome del paese.Madonna Del Monte-collelongo

 

 

Chiesa Santa Maria Nuova

Situata nel centro del paese, è la chiesa parrocchiale: costruita sulle sponde del Rio risale al XIII secolo. Ospita le statue dei Patroni, di Sant’Antonio Abate in pietra e la Via Crucis dello scultore Francesco Sansone. Chiesa  a tre navate con ingressi sul lato longitudinale: un portale è datato 1746, mentre sui lati vi sono due steli-porta delle necropoli romane della Vallelonga. Sulla facciata si notano gli attacchi murari della primitiva e piccola chiesa trecentesca dedicata a san Giovanni ad unica navata con ingresso verso oriente. L’ultima fase di ampliamento della chiesa risale alla metà del XIX secolo, mentre il contemporaneo aspetto è dato dal restauro successivo ai danni del terremoto del 1915. Nell’interno, oltre ad un organo del 1745, restaurato e impreziosito nel 1883 dall’organaro romano Tommaso Vayola, si trovano numerose opere d’arte. Sulla navata laterale sinistra i resti di un affresco della fine del cinquecento con San Bernardino da Siena in atto di adorare la Madonna. Sulla navata laterale destra un altare del 1790 con statua in pietra di sant’Antonio datata 1642, una pala d’altare di sant’Antonio di Riccardo Tommasi Ferroni e una statua lignea di san Rocco del 1850, opera di Pietro Guccicone. Le formelle della via crucis sono di Francesco Sansone.Chiesa Santa Maria Nuova-collelongo

 

 

Chiesa di San Rocco

Il Seicento vede il paese di Collelongo superare immune la famosa peste del 1656, che ridusse al minimo gli abitanti di Villavallelonga e degli altri paesi della Marsica.

È questo il periodo in cui viene edificata, fuori dalle mura, la Chiesa di San Rocco, Santo che venne proclamato Patrono del paese. La chiesa è stata completamente restaurata nel 2004.San Rocco-Facciata-collelongo

 

 

Chiesa Madonna del Rosario

Situata nei pressi del Municipio, La Cappella dei Floridi, dedicata alla Madonna del Rosario, fu eretta in occasione del Giubileo del 1700.

Oggi è Sede del Sacrario ai Caduti di tutte le guerre, come ricordano le lapidi con i nomi dei caduti affisse al muro ed i bassorilievi con i profili di due soldati.Chiesa Madonna del Rosario-collelongo

 

 

Fonte Vecchia

La fontana Fonte Vecchia, progettata come lavatoio, abbeveratoio e principale punto di approvvigionamento idrico del paese, fu realizzata durante il regno di Gioacchino Murat, nel 1840.
Fu lo scultore collelonghese Francesco Sansone a restaurarla e a dotarla di una fronte scenografica con scalinata e bocchettoni scolpiti di sua mano.

Situata nelle vicinanze dell’ottocentesca Piazza San Rocco, dove sgorgavano cinque rivoli d’acqua, è formata da una lunga vasca rettangolare realizzata in conci di pietra squadrata, addossata ad un muro in pietra contenente bocchettoni/mascheroni antropomorfi diversi l’uno dall’altro, più due lastre uguali raffiguranti un Sole.